Boom dei cinque stelle «a ore» Flessibilità per attrarre i manager

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Pubblicato sul sito www.milano.corriere.it | 04/01/2017 | Link diretto

Il fenomeno, consolidato all’estero, a Milano conta il 10 per cento del mercato, e nel 2016 è quasi raddoppiato

di Elisabetta Andreis

Parola d’ordine: flessibilità. Per intercettare i nuovi flussi di turisti e far fronte alla concorrenza delle case private, gli alberghi di lusso iniziano a puntare su un utilizzo a ore o giornaliero (senza la notte) che fino a poco tempo fa neanche consideravano. «Il fenomeno, consolidato all’estero, a Milano conta il 10 per cento del mercato ma è quasi raddoppiato nell’ultimo anno: in breve tempo due camere su dieci potrebbero essere riservate a questo tipo di servizio» spiega Fabio Primerano, consigliere di Apam, l’associazione degli albergatori di Confcommercio. Una metamorfosi possibile, le cui potenzialità sono ancora da esplorare. I siti specializzati — Dayuse-hotels.it o Daybreakhotels.com ad esempio — su Milano iniziano ad avere una certa offerta, soprattutto di fascia alta (molto diversa dai motel che venivano associati al concetto di utilizzo a ore).

Pioniere in questo senso è il cinque stelle Pierre di via De Amicis: «Abbiamo iniziato un anno fa e la richiesta cresce, sempre più sostenuta» spiega il direttore Marcello Meggiorin. Bisogno o capriccio? «Arrivano manager cui le aziende in clima di risparmio non pagano più il pernotto e molti stranieri in visita a Milano per shopping o visite culturali, francesi e arabi in particolare» risponde l’esperto. Gli alberghi offrono salotti per lavorare e camere dove rilassarsi prima di ripartire. «Molti chiedono aperitivo e Spa, anche milanesi. Gli alberghi ragionano sulla possibilità di estendere l’offerta persino alla sera, sempre senza notte» aggiunge Raffaele Paletti dello Style hotel Brera, cinque stelle. La prenotazione si può fare «a pacchetto» (tre, sei o 12 ore), i prezzi si abbattono fino al 70 per cento. E così si riempiono camere che altrimenti resterebbero inservite.

Esplora il significato del termine: «Sulla elasticità dell’offerta dovranno puntare anche le strutture che apriranno di qui a breve — considera ancora Giorgio Bianchi, consulente del settore alberghiero —. Nei prossimi anni le città su cui i grandi gruppi internazionali investiranno di più sono Milano e Barcellona». Il gruppo Melia inaugurerà nel 2018 alla torre Galfa un quattro stelle su 14 piani mentre gli israeliani di Fattal group, che avevano rilevato in zona Fiera l’Hermitage senza però trasformarlo, apriranno quest’anno un albergo enorme, da 300 stanze, in piazza IV Novembre, vicino alla Stazione Centrale. «Avrà una terrazza panoramica, uno stile modaiolo che ben si addice a Milano e servizi innovativi», anticipa Bianchi. Molto si gioca sulla versatilità di utilizzo.«Sulla elasticità dell’offerta dovranno puntare anche le strutture che apriranno di qui a breve — considera ancora Giorgio Bianchi, consulente del settore alberghiero —. Nei prossimi anni le città su cui i grandi gruppi internazionali investiranno di più sono Milano e Barcellona». Il gruppo Melia inaugurerà nel 2018 alla torre Galfa un quattro stelle su 14 piani mentre gli israeliani di Fattal group, che avevano rilevato in zona Fiera l’Hermitage senza però trasformarlo, apriranno quest’anno un albergo enorme, da 300 stanze, in piazza IV Novembre, vicino alla Stazione Centrale. «Avrà una terrazza panoramica, uno stile modaiolo che ben si addice a Milano e servizi innovativi», anticipa Bianchi. Molto si gioca sulla versatilità di utilizzo.